Il voto del Bodhisattva e il Coaching
Uno dei concetti che mi hanno colpito di più nel Buddhismo Tibetano è quello del voto del Bodhisattva, ovvero rinunciare ad entrare nello stato del Nirvana, lo stato di Illuminazione, fino a che tutti gli esseri senzienti non lo avranno raggiunto. In parole povere, continuare ad impegnarsi per la liberazione di tutti gli esseri mettendo se stessi al secondo posto. E’ un concetto, ma è ben più di un concetto, semplice e molto profondo. Il presupposto fondamentale è che non c’è nessuna differenza nel potenziale di ogni essere umano: tutti possono essere illuminati, tutti possono diventare Buddha. Se riesco a “vedere” questo posso aiutare gli altri a riconoscere questa capacità.
Nel Coaching il principio guida è simile: il Coach sa, ne è convinto profondamente, che ogni essere umano ha un potenziale da sviluppare, un tesoro da mettere in luce, e questo lo porta ad avere un enorme rispetto per il partner con cui sta lavorando. Mettendo l’altro in primo piano, il Coach ne riconosce tipicità e differenze e lo aiuta a svelare le proprie capacità nascoste, magari piegate, soffocate, disattese, limitate da circostanze esterne ed interne.










[…] dell’altro come essere potenzialmente perfetto, così come tutti gli altri (cfr http://www.easycoaching.it/?p=711, Il voto del Bodhisattva e il Coaching su questo […]