L’armonia tra i due poli


Posted on maggio 12th, by Gaetano in Blog. No Comments

balanced stonesMaestro Ming, cos’è il ritmo?

Il ritmo è tempo e spazio, Yin e Yang. Quando si muove il braccio, come nel caso della zampata dell’orso (movimento del Padre del Tai Ki Kung), si va da qua a qua (da una spalla all’altra). Lo spazio è sempre quello, più o meno, il tempo è sempre quello, più o meno. Noi cerchiamo di mantenere lo stesso tempo, ma non siamo macchine. Le macchine sono limitate e percorrono lo stesso spazio esattamente nello stesso tempo. Noi siamo vivi e possiamo, se serve, modificare la velocità e adattarci alle circostanze.

Se, ad esempio, mentre stiamo facendo il movimento zampata dell’orso vediamo una zanzara possiamo accelerare il movimento e prenderla. Una macchina non può fare questo e la zanzara potrà facilmente evitarne il colpo.

Questo per l’esterno. Se all’interno il movimento è giusto, noi non schiacceremo l’osso della spalla, ma troveremo la giusta misura per mantenerlo libero. Se è libero abbiamo mantenuto un corretto rapporto tra interno ed esterno, tra i due poli. Perché ci dobbiamo ricordare che esistono sempre due poli  e dobbiamo cercare in tutte le nostre azioni di mantenere l’armonia tra i due, non romperla. E’ più facile scegliere uno dei due poli e rompere questa armonia, perché una sola direzione è più semplice da seguire e richiede meno lavoro. Ma esistono sempre due poli, Yin e Yang, tempo e spazio, interno ed esterno; se vogliamo progredire, la nostra azione deve tenere in considerazione le esigenze di tutti e due.

Così se la mano deve raggiungere un punto più lontano di quello concesso dalla giuntura scapolare, la spalla può aiutare il braccio piegandosi in avanti a sua volta. Se così non avviene e forziamo il movimento perché vogliamo comunque raggiungere lo scopo, quella posizione che ci eravamo prefissi, rischiamo di creare un trauma che genera un blocco, con effetti anche successivi a quello dell’azione in questione.

Se invece ci ricordiamo di rispettare anche il limite interno, possiamo progredire. E’ normale che, quando ci esercitiamo, il movimento ha dei limiti nello spazio; ma questi limiti servono a sviluppare le nostre capacità di superarli, quando è necessario. E’ importante cercare di superare il limite senza staccarsi dalle regole.

La natura ci impone un limite: come l’età, per esempio. Noi dobbiamo cercare di andare contro questo limite, di superarlo, senza abbandonare la regola, il giusto, l’armonia tra i due poli, in modo da riuscire ad andare oltre il limite.

Così la forma diventa un’importante misura dell’equilibrio, del rispetto delle regole, della ricerca del giusto, dell’armonia. Giusto è: né troppo poco (limite), né troppo (abbandono della regola), per una migliore funzione dell’organo.

Il ritmo è probabilmente il tempo in cui il cervello più antico (cielo anteriore) trasmette l’informazione al cervello frontale, più giovane (cielo posteriore). Perché quando il cervello trasmette un’informazione agli arti, gambe o braccia, ci mette un certo tempo, perché l’informazione deve passare da un punto a un altro. Similmente il messaggio dal cervello posteriore a quello anteriore ci mette un po’ di tempo.

Il cervello posteriore, cielo anteriore, rappresenta l’esperienza genetica di migliaia di anni. Quella del cervello anteriore, cielo posteriore, è quella razionale, acquisita da noi con il ragionamento durante la nostra vita. Così il cielo anteriore è l’istinto, quello posteriore è la ragione.

Quando noi compiano un’azione che va in una sola direzione, senza cercare di mantenere l’equilibrio tra i due poli, rompiamo l’armonia, ma c’è una forza nascosta che mette un seme di segno opposto nella nostra azione e che lavorerà al rovesciamento degli effetti della nostra azione.

Così dentro ogni azione buona, se spinta all’eccesso, c’è il seme di un’azione cattiva. Dentro il bianco c’è un semino nero.

(discorso del maestro Ming Wong raccolto da Gaetano Ruvolo)
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