Il nostro libretto di istruzioni


Posted on marzo 22nd, by Gaetano in Blog. 1 Comment

analogia uono macchinaAndava di moda qualche tempo fa dire che non solo la vita è complessa ma che purtroppo non ci hanno nemmeno fornito il libretto di istruzioni! La battuta esprime abbastanza bene il concetto di complessità esistenziale, spesso molto difficile da decifrare, meno bene una sua possibile soluzione, figlia dell’era tecnologica in cui tutti gli apparecchi che acquistiamo sono obbligatoriamente dotati di un libretto di istruzioni. Inoltre in qualche modo testimonia che il tentativo, progressivamente sempre più accentuato dall’ultimo secolo a oggi, di omologazione  e riduzione degli esseri umani a categorie standard semplificate è fortunatamente fallito.

Ciò che sta emergendo, con gli studi e l’importanza che si ritorna a dare alle discipline umanistiche (pensiamo ad esempio al lavoro di Goleman sull’intelligenza emotiva come fattore fondamentale per il successo di persone e aziende), è la consapevolezza della meravigliosa unicità e “potenza” di ogni singolo essere umano. Se ci dovesse essere un libretto di istruzioni per guidarci nei passi da fare lungo il corso della nostra vita, ne dovrebbero esistere tanti quanti siamo sulla terra, diciamo all’incirca 7 miliardi di libretti…! Apparentemente un bell’affare per l’editore che si ingegnasse a produrli e venderli. In realtà, poiché il primo principio della produzione industriale, quello della riproduzione di massa, verrebbe a mancare, quello che potrebbe sembrare un buon affare è semplicemente irrealizzabile. Viste le premesse credo che convenga ricorrere a qualche altro strumento per aiutarci a realizzare i nostri sogni, le nostre idee, i desideri, ciò che ci fa stare bene insomma.

Pensiamoci un attimo: siamo circa sette miliardi di persone, tutte con una storia, geografia, genetica, contesto e posizione unica, sia nel tempo sia nello spazio. Abbiamo però tutti delle cose in comune; soprattutto il desiderio di essere felici, di stare bene con noi e gli altri, oltre agli aspetti più legati al nostro fisico quali il nutrirsi, dormire, riprodurci. Ciò che ci accomuna agli altri, ciò che ci unisce, la relazione che abbiamo con gli altri è anche la fonte della nostra felicità e della nostra infelicità, è la radice della nostra vita. Nessun individuo è solo, né può esserlo. Per nascere ci vogliono almeno due persone, oltre al contorno di tutti gli altri.

Quale può essere allora uno strumento che, lavorando su ciò che ci unisce nella relazione con gli altri, ci faccia mettere mano alla nostra unicità e le nostre potenzialità, riconoscendole e valorizzandole, per facilitare il cammino verso il raggiungimento del bene che stiamo perseguendo? Che caratteristiche dovrà avere questo strumento? Chi lo può costruire e usare?

Credo che lo strumento da usare debba essere capace di metterci in relazione con gli altri senza giudicare. Il giudizio separa, allontana. Il non giudizio accoglie, ascolta, avvicina. In più lo strumento dovrà sapersi adattare alle circostanze, al tempo che scorre, alle situazioni che cambiano, al contesto che ci circonda. Lo strumento deve saper riconoscere più che conoscere, essere flessibile ma di sostegno, utile ed efficace, accogliente e stimolante.

Non vedo da nessuna parte libretti di istruzione capaci di fare ed essere tutte queste cose. Vedo invece persone, Coach ad esempio, che hanno imparato e si sono allenate a farsi strumento, neutro perché non giudicante, ma allo stesso tempo della forma corretta per sostenere nel momento giusto un altro essere umano che sente il suo sogno vicino ma non riesce ad illuminare il percorso migliore per avvicinarsi ad esso.

Questo articolo è stato pubblicato in forma più estesa e con il titolo “Sette miliardi di manuali”, nel numero 15/2014 della rivista CoachMag, www.coachmag.it
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Una replica a “Il nostro libretto di istruzioni”

  1. Ciro scrive:

    Siamo abituati a giudicare qualsiasi cosa, la velocità del nostro PC, la velocità della nostra auto, il vestito che ci mettiamo e quello che non ci mettiamo.. non è facile uscire da questo circolo vizioso, ma probabilmente è soluzione!

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